Autore: Eric Spelta

Giornata Nazionale degli Alberi 2018

In questa giornata si celebrano gli alberi. Ma non servono regali; basta dedicargli alcune attenzioni

Giornata Nazionale degli Alberi

Ormai lo sappiamo, tutte le piante, e gli alberi in particolare, svolgono una serie di funzioni essenziali per la nostra vita e il nostro benessere. Sotto il termine forse un poco astratto di servizi ecosistemici si raccolgono tanti benefici che gli alberi ci forniscono in maniera gratuita: riduzione dell’effetto isola di calore, difesa dal dissesto idrogeologico e dalle inondazioni, purificazione dell’aria e dell’acqua dagli inquinanti, supporto e riparo per molte specie animali e di insetti, benefici sociali e sulla salute…

Potremmo andare avanti all’infinito.

Ma a fronte di tanti effetti benefici gratuiti e distribuiti indistintamente a tutti, che cosa facciamo noi per migliorare e favorire la vita delle piante in città (e quindi, indirettamente, la nostra)?

Spesso niente, anzi ci accaniamo sugli alberi con trattamenti errati come le capitozzature, i tagli radicali durante gli scavi, l’impermeabilizzazione del suolo e del poco spazio cui riserviamo a questi esseri viventi.

Se allora volessimo provare a trattare con maggiore rispetto gli alberi e al contempo garantirci maggiori benefici, potremmo iniziare con alcuni facili accorgimenti:

  • assicurarci che ci sia abbastanza spazio per la pianta, una volta a maturità. Sia per la chioma, sia per le radici;
  • valutare bene il tipo di suolo ed evitare di mescolarlo con inerti come macerie dalle demolizione;
  • porre attenzione alle corrette dimensioni della buca d’impianto e alla sua profondità. Non si deve mai interrare il colletto della pianta;
  • impermeabilizzare o asfaltare il terreno fino a ridosso del fusto. Ma neanche arrivarci vicini;
  • tagliare le radici in maniera approssimativa durante gli scavi e arrivare vicini al colletto con i lavori;
  • potare in maniera troppo incisiva e capitozzare. Ricordate che le piante non si rinforzano con la potatura.

Come è facile comprendere, questa è solo una lista parziale di quello che è possibile fare e di come si deve progettare e gestire in maniera corretta la presenza di un albero in ambiente urbano. La presenza di un professionista formato ed esperto, come un dottore agronomo, fornisce maggiori garanzie di un buon risultato, per l’albero e per chi usufruisce della sua presenza.

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Myplant and Garden 2018

Un appuntamento in ascesa e di grande richiamo per un settore in fermento, tante opportunità formative e di confronto per i tecnici

Si è appena concluso in Fiera Milano il consolidato appuntamento con Myplant and Garden, fiera di settore giunta ormai alla quarta edizione e che quest’anno ha registrato numeri da record per espositori e novità proposte da vivaisti, fornitori di prodotti per l’arredo-giardino e software house specilizzate.

Un segnale positivo, quindi, per un settore, quello del florovivaismo e del verde ornamentale, che da diversi anni si trova a fronteggiare nuove sfide date da condizioni sempre più difficili (pensiamo ai nuovi patogeni introdotti di recente) e forte concorrenza, sia nazionale che estera.

Ma anche un’ottima occasione, per noi Dottori Agronomi e per tutti i tecnici, di incontrare produttori e fornitori, valutare e toccare con mano le loro proposte, confrontarsi su scelte tecniche e metodologie di intervento vecchie e nuove.

Insomma un’occasione di approfondimento e crescita professionale, anche grazie al fitto programma di convegni e seminari su tematiche spesso altamente specialistiche, che sono stati riconosciuti come veri e propri corsi d’aggiornamento per l’assolvimento degli obblighi di formazione continua previsti dal Conaf, il Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali.

Tra i vari temi trattati, alcuni riguardano da vicino il lavoro dei professionisti di AgronomiMilano:

  • la gestione e cura degli alberi monumentali e degli esemplari vetusti, piante che talvolta rappresentano dei veri e propri simboli del paesaggio urbano e che quindi meritano e necessitano di un approccio estremamente caso-specifico per la loro delicatezza e il loro valore;
  • la conoscenza, il comportamento e le interazioni degli apparati radicali delle piante in città, aspetto troppo spesso sottovalutato durante lo svolgimento di cantieri cittadini per la posa di sottoservizi o il rifacimento dei manti stradali, e che può incidere fortemente sulla salute e la stabilità delle piante nel breve e nel lungo periodo, quindi sulla qualità della vita e dell’ambiente in cui abitiamo;
  • il contenimento delle erbe infestanti, con un occhio di riguardo ai temi della salute umana, viste le recenti modifiche normative in fatto di gestione e uso dei prodotti fitosanitari, utilizzo del glifosate e i sempre maggiori problemi di suscettibilità agli allergeni prodotti da alcune piante (come il polline dell’ambrosia).

Anche per questo la partecipazione alle fiere di settore è sempre un momento importante e i professionisti  di AgronomiMilano vi partecipano con applicazione, come se fosse una normale giornata di lavoro, per garantirvi un servizio sempre aggiornato e di qualità.

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Approvato il nuovo Regolamento del verde comunale

In Dicembre il Consiglio Comunale ha finalmente approvato il Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato, con 30 voti a favore e 6 contrari. Un risultato non del tutto scontato, visto che questo nuovo strumento rivoluziona la visione del verde a Milano, equiparando i giardini e parchi pubblici a quelli privati sulla base del concetto che entrambi svolgono un ruolo ambientale, paesaggistico e ornamentale, e che quindi sono un bene comune che produce servizi ecosistemici a tutti i cittadini.

Un approccio molto attuale e che potrebbe creare interessanti scenari per professionisti e proprietari, specialmente se associato dai possibili sgravi previsti dal Bonus Verde 2018.

Ma oltre a questo il Regolamento definisce nel dettaglio le modalità di fruizione del verde pubblico, i criteri di progettazione e realizzazione e soprattutto quelli di manutenzione. Troppo spesso, infatti, le cure colturali risultano carenti, male pianificate oppure svolte in maniera approssimativa e deleteria per la salute della pianta e la sicurezza dei cittadini.

Speriamo, duque, che con questo strumento possano emergere le Imprese che svolgono il loro lavoro in maniera professionale e non improvvisata, per rispettare, e se possibile incrementare, il valore del verde pubblico e privato.

Noi professionisti siamo in continuo aggiornamento e lo studio del nuovo Regolamento è già inziato, per garantire ai Committenti pubblici e priovati un servizio sempre di qualità e rispettoso delle piante e delle normative.

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Stati Generali del Verde Urbano

Si sono svolti ieri, 21 novembre 2017, a Milano gli Stati Generali del Verde Urbano, arrivati alla terza edizione.

In una location d’eccezione, l’ex Padiglione 3 di Fiera Milano appena rinnovato, una grande serra attorniata da numerose piante ornamentali, arboree, arbustive ed erbacee perenni.

Si è discusso di infrastrutture verdi e servizi ecosistemici, nonché di pianificazione, gestione e benefici del verde urbano.

Molti gli spunti interessanti e una indicazione per professionisti e Istituzioni: continuare ad aggiornarsi per migliorare la qualità del verde in città.

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Programmare il verde in città: il Piano del Verde Urbano

Alcune Amministrazioni lungimiranti iniziano a concepire la gestione e creazione delle aree verdi come un investimento, con risultati apprezzabili

Le novità apportate con Legge 14 gennaio 2013, n. 10 sottolineano la grande importanza del verde urbano, sia esso ricreativo che ornamentale, e conferisce maggiori oneri e responsabilità ai Comuni nel gestire il loro patrimonio verde anche per favorire un miglioramento della qualità della vita tramite la fornitura di servizi ecosistemici.

A questo si aggiunge la complessa situazione economico-finanziaria di molte Amministrazioni comunali, che rende difficoltoso l’adempimento di tutti gli obblighi previsti e la programmazione della spesa, costringendole a lavorare in una condizione di emergenza quasi permanente.

Per questo alcune Amministrazioni particolarmente sensibili alla questione del verde stanno iniziando a ripensare la gestione del loro patrimonio, costituito da parchi, verde di vicinato, aiuole ornamentali e alberature stradali, anche per dare un ordine di priorità agli interventi da realizzare e programmare le opere pubbliche.

L’obiettivo è di migliorare il servizio di gestione e creazione di nuove aree, razionalizzando la spesa grazie a una corretta programmazione e all’analisi tecnica dei processi, dei loro punti di forza e delle loro criticità, accrescendo al contempo il decoro cittadino e i benefici che il verde apporta in termini di raffrescamento e mitigazione dell’effetto “isola di calore”, di purificazione di aria e acqua dagli inquinanti, di sottrazione di CO2 e protezione della biodiversità.

Questo è possibile tramite un Piano del Verde Urbano, un documento che analizza a fondo la condizione di partenza del verde comunale e la sua consistenza (estensione dei parchi, quantità di alberi, funzioni e fruizione delle singole aree) e in base ai risultati dello studio definisce dove e come realizzare i prossimi investimenti, quali caratteristiche dovranno avere le nuove realizzazioni e la qualità minima delle cure colturali, oltre a stabilire un calendario degli investimenti e delle opere da realizzare per migliorare l’ambiente cittadino.

Il PVU diventa così un piano strategico per l’Amministrazione, che propone una visione di medio-lungo periodo ma anche degli obiettivi e breve termine, per esempio grazie alla programmazione pluriennale delle potature e degli sfalci dell’erba, valutando anche i possibili benefici dell’assegnazione del servizio a Imprese specializzate oppure a volontari e associazioni.

Questo strumento di programmazione e pianificazione del verde urbano comunale inizia a diffondersi e mostrare i miglioramenti che si possono ottenere e viene considerato da alcuni amministratori come una parte fondamentale e specifica della pianificazione locale.

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